Glossario del Cacao e del Cioccolato per il B2B

Indice dei Contenuti
- 01Prodotti e Semilavorati
- 02Varietà e Origine
- 03Processo
- 04Parametri Tecnici
- 05Difetti
- 06Termini Commerciali
- 07Termini da Usare con Cautela
- 08Certificazioni e Conformità
- 09Logistica e Imballaggio
- 10Sensoriale e Valutazione
- 11Come Tenere Aggiornato il Vocabolario Interno
- 12Equivalenze fra Lingue
- 13Unità di Misura Ricorrenti
- 14Come Usare Questo Glossario
Nel commercio B2B del cacao gli stessi termini vengono usati con significati diversi a seconda del paese, del segmento e talvolta del singolo fornitore. Questo glossario raccoglie le definizioni che compaiono più spesso nei capitolati, negli ordini e nelle schede tecniche, con l'obiettivo di ridurre le ambiguità che generano contestazioni.
Le voci sono ordinate per aree: prodotti e semilavorati, varietà e origine, processo, parametri tecnici e termini commerciali.
Prodotti e Semilavorati
Fava di cacao: il seme fermentato ed essiccato, materia prima di tutta la filiera. Granella o nibs: la fava tostata, frantumata e liberata dalla buccia. Massa di cacao, detta anche liquore o pasta: la granella macinata fino a pasta fluida, cento per cento cacao e senza alcol.
Burro di cacao: la frazione grassa separata in pressa. Polvere di cacao: il pannello disoleato e macinato. Cascola: la buccia separata durante la ventilazione, impiegata in infusione. Copertura: cioccolato con tenore di burro di cacao elevato, destinato alla lavorazione professionale.
Varietà e Origine
Criollo, forastero e trinitario: i tre gruppi genetici storici, oggi superati dalla ricerca ma ancora dominanti nel vocabolario commerciale. Nacional Arriba: la varietà storica ecuadoriana, classificata come fine aroma per il profilo floreale.
CCN-51: clone ad alta resa sviluppato in Ecuador, con profilo più neutro e acidità marcata. Fine aroma: categoria commerciale riconosciuta a livello internazionale per i cacao con profilo aromatico distintivo, distinta dal cacao bulk destinato ai volumi.
Processo
Fermentazione: la fase, di norma da cinque a sette giorni, in cui si sviluppano i precursori aromatici. Essiccazione: la riduzione dell'umidità fino a valori intorno al sette per cento. Tostatura: lo sviluppo aromatico per reazione di Maillard e la riduzione della carica microbica.
Ventilazione o winnowing: la separazione della buccia dalla granella. Alcalinizzazione o processo olandese: il trattamento che alza il pH, scurisce il colore e ammorbidisce l'acidità. Concaggio: la lavorazione prolungata che affina texture e aroma nel cioccolato. Temperaggio: la cristallizzazione controllata del burro di cacao nella forma stabile.
Parametri Tecnici
Tenore di grasso: la quota di burro residuo, fra il dieci e il ventiquattro per cento nelle polveri. pH: fra 5,0 e 5,8 nel naturale, sopra 7 nell'alcalinizzato. Finezza: espressa come percentuale di passaggio a una maglia definita.
Attività dell'acqua: la quota di acqua libera disponibile per i microrganismi, parametro chiave nella shelf life. Acidi grassi liberi: indicatore di idrolisi del grasso nel burro. Numero di perossidi: indicatore dello stato ossidativo.
Difetti
Fat bloom: patina grigiastra da migrazione e ricristallizzazione del grasso. Sugar bloom: superficie ruvida da condensa e ricristallizzazione dello zucchero. Seizing: irrigidimento improvviso del cioccolato fuso per contatto con acqua.
Fave violette: semi mal fermentati, riconoscibili al taglio dal cotiledone di colore intenso. Fave germinate, fave piatte e fave ammuffite: difetti da conteggiare nel cut test, con soglie definite in specifica.
Termini Commerciali
MOQ: quantità minima d'ordine. CoA: certificato di analisi. TDS: scheda tecnica del prodotto. Incoterms: le regole che definiscono la ripartizione di costi e rischi nel trasporto internazionale.
Cut test: la prova di taglio su un campione di fave per valutare la fermentazione. Lotto: l'unità di tracciabilità a cui si riferiscono certificati e analisi. Bean to bar: la produzione che controlla l'intera filiera dalla fava alla tavoletta.
Termini da Usare con Cautela
Alcune espressioni non hanno una definizione normativa armonizzata e valgono quanto la documentazione che le accompagna: crudo, che si riferisce a una soglia di temperatura da dichiarare; cerimoniale, che indica un posizionamento e non una composizione diversa dalla massa; puro, che dovrebbe sempre essere accompagnato dalla dichiarazione di ingrediente unico.
Quando compaiono in un capitolato conviene chiedere al fornitore la definizione operativa che applica, perché due aziende possono usare la stessa parola per prodotti diversi. Il caso più costoso resta la coppia liquor e liqueur, che trattiamo in un articolo dedicato agli usi industriali della massa di cacao.
Certificazioni e Conformità
HACCP: il sistema di analisi dei pericoli e punti critici di controllo, base di qualunque piano di sicurezza alimentare. BRCGS e IFS: standard privati di sicurezza alimentare richiesti dalla grande distribuzione europea. Biologico: certificazione del metodo agricolo e della catena di custodia secondo USDA NOP o regolamento europeo 2018/848.
EUDR: il regolamento europeo sulla deforestazione, che impone dichiarazione di due diligence e geolocalizzazione degli appezzamenti. Certificato di transazione: il documento che collega una spedizione specifica a un operatore certificato biologico, senza il quale la merce non può essere venduta come tale.
Logistica e Imballaggio
Sacco multifoglio: l'imballo standard da 25 chilogrammi in carta con liner interno. Big bag: contenitore flessibile da 500 a 1000 chilogrammi per volumi industriali. Pallettizzazione: la disposizione dei sacchi su bancale, filmata per il trasporto.
Container dry: il contenitore standard non refrigerato usato per la maggior parte delle spedizioni di cacao. Reefer: contenitore refrigerato, impiegato per prodotti finiti sensibili alla temperatura come il cioccolato. Lead time: il tempo complessivo fra conferma d'ordine e consegna, che include produzione, consolidamento e transito.
Sensoriale e Valutazione
Panel: il gruppo di assaggiatori addestrati che valuta un campione secondo una scheda definita. Assaggio in cieco: valutazione senza conoscere l'identità dei campioni, indispensabile per confronti fra fornitori. Campione di riferimento: l'aliquota conservata di un lotto approvato, usata come termine di paragone per le forniture successive.
Note aromatiche: i descrittori sensoriali usati per caratterizzare un cacao, dal floreale al fruttato, dal tostato al legnoso. Astringenza: la sensazione di secchezza in bocca, legata ai polifenoli e distinta dall'amaro, che dipende in parte dagli alcaloidi.
Come Tenere Aggiornato il Vocabolario Interno
Le aziende che acquistano cacao con continuità trovano utile mantenere un glossario interno allineato a quello dei fornitori, con le definizioni operative effettivamente applicate nei contratti. È un documento di due pagine che evita di ricominciare la discussione terminologica a ogni cambio di referente commerciale.
Aggiornatelo quando entra un fornitore nuovo o quando un termine ricorre in una contestazione: sono i due momenti in cui le ambiguità emergono, e in cui vale la pena fissarle per iscritto invece di risolverle a voce.
Equivalenze fra Lingue
Nei documenti internazionali gli stessi prodotti cambiano nome: massa di cacao è cocoa liquor in inglese, Kakaomasse in tedesco, cacaomassa in neerlandese, massa de cacau in portoghese e pâte de cacao in francese. La polvere è cocoa powder, Kakaopulver, cacaopoeder, cacau em pó, poudre de cacao.
Il termine spagnolo licor de cacao indica normalmente la massa, mentre il francese liqueur de cacao indica quasi sempre la bevanda alcolica: è la coppia che genera più errori in assoluto. Allegare sempre la scheda tecnica in inglese con i parametri numerici risolve il problema alla radice, perché i numeri non si traducono male.
Unità di Misura Ricorrenti
Nei documenti tecnici compaiono unità che conviene leggere correttamente: il calibro delle fave si esprime come numero di semi per cento grammi, dove un valore più basso indica fave più grandi; la finezza come percentuale di passaggio a una maglia, tipicamente 200 mesh; l'umidità e il grasso in percentuale sul peso.
Il prezzo, invece, viaggia quasi sempre per tonnellata metrica nel commercio di fave e per chilogrammo nei semilavorati. Confrontare offerte espresse in unità diverse senza convertirle è un errore banale che continua a verificarsi anche fra operatori esperti.
Come Usare Questo Glossario
La regola pratica per un capitolato è semplice: ogni volta che un termine può avere due letture, aggiungete il parametro numerico che lo disambigua. Non massa di cacao ma massa di cacao cento per cento con tenore di grasso dichiarato; non polvere alcalinizzata ma polvere con pH in un intervallo definito.
Le parole si prestano a interpretazioni, i numeri no. Per richiedere schede tecniche dei nostri prodotti, scrivete dalla pagina contatti.
Cacao in Grani
Interessati ad approvvigionarvi di questo prodotto direttamente dal nostro stabilimento a Cayambe, Pichincha?
Domande Frequenti su Questo Argomento
Che differenza c'è fra massa, burro e polvere di cacao?
La massa è la granella macinata e contiene tutto il grasso della fava, fra il cinquanta e il cinquantacinque per cento. Il burro è la frazione grassa separata in pressa. La polvere è il pannello disoleato e macinato, con grasso residuo fra il dieci e il ventiquattro per cento.
Che cos'è il cut test?
La prova di taglio su un campione di fave per valutare la fermentazione: si contano fave ben fermentate, violette, germinate, piatte e ammuffite. Le soglie accettabili si definiscono in specifica e sono uno dei criteri principali di accettazione di un lotto.
Che cosa significa fine aroma?
È una categoria commerciale riconosciuta a livello internazionale per i cacao con profilo aromatico distintivo, distinta dal cacao bulk destinato ai volumi. Il Nacional Arriba ecuadoriano ne è un esempio, per il caratteristico profilo floreale.
Quali termini richiedono cautela in un capitolato?
Crudo, cerimoniale e puro non hanno definizione normativa armonizzata: valgono quanto la documentazione che li accompagna. La regola pratica è affiancare sempre un parametro numerico che disambigui il termine.
Articoli correlati
Il Cacao Contiene Caffeina? Teobromina e Alcaloidi
Come si distribuiscono teobromina e caffeina fra polvere, massa e burro, che cosa cambia con origine e lavorazione, e come formulare prodotti a basso contenuto di stimolanti.
Leggi l'ArticoloCacao Criollo: Guida alla Varietà per Acquirenti B2B
Genetica, profilo sensoriale, disponibilità reale, come verificare una dichiarazione di varietà e in quali applicazioni il premio di prezzo si giustifica davvero.
Leggi l'ArticoloTeobromina nel Cacao: Scheda Tecnica per Produttori
Che cos'è la molecola, dove si concentra, come si comporta nell'organismo, variabilità fra lotti, metodo analitico e cautele per animali domestici.
Leggi l'Articolo